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De la tendance du marché immobilier dans le monde aux indiscrétions de la riviera monégasque

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Streets of Monaco, lo yacht da 700 milioni di sterline

Wednesday, January 19th, 2011

Si fa prima a dire cosa non ha questo incredibile yacht che costerà, secondo le prime indiscrezioni, circa 700 milioni di sterline. E anche in questo caso c’è un problema: a bordo di questa isola galleggiante lunga 155 metri c’è tutto. Anche un sottomarino. Un sogno a metà tra design e follia per un a imbarcazione che replica in “piccolo” Montecarlo. A bordo si può dormire in albergo o gustare un pranzo al Café de Paris.  In questa galleria le immagini dell’isola galleggiante che dovrebbe essere costruita in Inghilterra

Fonte: la Repubblica del 13 gennaio 2011

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Naomi Campbell – La mora di Venezia

Tuesday, September 28th, 2010

Naomi Campbell a Palazzo Contarini-Fasan, VeneziaLa top model e il fidanzato Vladislav Doronin acquistano il palazzo sul Canal Grande dove, secondo la leggenda, visse la Desdemona di Shakespeare

Finora erano soltanto indiscrezioni. Queste immagini, invece, dimostrano che è tutto vero: Naomi Campbell e il fidanzato Vladislav Doronin presto avranno un nido d’amore a Venezia.
La coppia , arrivata in laguna per la Mostra del Cinema, ha scelto Palazzo Contarini-Fasan, sul Canal Grande, famoso in tutto il mondo come la «casa di Desdemona». Secondo una leggenda, qui avrebbe abitato realmente la tragica protagonista dell’Otello di Shakespeare, ma ovviamente non ci sono documenti che lo dimostrino.
Situato di fronte alla Basilica della Salute, il Palazzo Contarini-Fasan venne costruito nel 1475. Lo stile esterno è gotico fiorito, mentre gli interni sono stati di recente ristrutturati e arredati con mobili di design. Accompagnati da una guardia del corpo e dal proprietario, la top model inglese èil milionario russo hanno visitato ogni angolo del palazzo e trattato il prezzo, per ora top secret.

Il prossimo passo dopo l’acquisto? I giornali russi non hanno dubbi: «Naomi e Vlad si sposeranno a Venezia».

di Tamara Ferrari
Fonte: Vanity Fair del 22/09/2010 n° 37

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Charlene Wittstock – Cambiare? No, grazie

Friday, August 27th, 2010

«E un momento di immensa gioia e grande emozione».
Nella sua prima intervista a un giornale italiano dopo l’annuncio del fidanzamento con il Principe di Monaco la nuotatrice racconta che effetto fa l’idea di prendere il posto di Grace Kelly. Una favola che mai avrebbe sognato. Ma che, assicura, non le farà dimenticare da dove viene.

Monaco di Montecarlo: Grace Kelly and Charlene WittstockGrace Kelly and Charlene Wittstock

La favola di Charlene Wittstock, futura moglie di Alberto Il di Monaco, è cominciata in un anno particolarmente fortunato per lei.
Era l’estate del 2000, quella della partecipazione, nella squadra di nuoto del suo Sudafrica, alla finale della staffetta 4×100 mista all ‘Olimpiade di Sydney.
Ma anche quella della vittoria nei 100 dorso al Meeting internazionale di nuoto di Monaco. Fu proprio il principe Alberto, il 27 maggio, a metterle in mano un bouquet di fiori, dopo
la medaglia d’oro, guardandola negli occhi. E a volte basta uno sguardo a unire due mondi che non hanno quasi niente in comune.
Con quello sguardo, e un sorriso, una ventiduenne biondissima e abbronzata, una vita dedicata al nuoto, senza titoli nobiliari né patrimoni personali, riuscì quel giorno a conquistare uno degli scapoli più ambiti del pianeta, tanto lontano dalla sua realtà quanto determinato a non lasciarsela scappare.
Non fu certo difficile per lui, futuro sovrano del Principato, trovare l’hotel dove alloggiava – il Tulip Inn, un tre stelle a pochi isolati dal Palazzo – per andare di persona a invitarla a cena, la sera stessa. «Deve chiedere il permesso al mio allenatore», lei rispose, timida, a un uomo che aveva esattamente il doppio dei suoi anni e una vita per lei inimmaginabile. Poche ore dopo, Charlene salì su una Rolls-Royce nera che li portò tutta la notte in giro per i più bei locali di Montecarlo e li lasciò nell ‘appartamento privato di lui, prima di riaccompagnarla, alle
cinque del mattino, al Tulip Inn. «Mise un biglietto con il suo numero di telefono nella tasca della mia giacca . Il mattino dopo l’ho cercato dappertutto, ma non l’ho mai ritrovato», confesserà Charlene molto tempo dopo. Fu ancora lui a cercarla: varie volte la raggiunse in Sudafrica , a Dm’ban, dove lei viveva . Incontri appassionati, ma forse non abbastanza,
non ancora, da cambiare le loro esistenze. Da dare loro il coraggio di mettersi insieme.
Finché, nel 2006, Charlene ritrovò un Alberto cambiato dalla m0rte del padre.
All’improvviso, vivere separati diventò impossibile. Il principe le mise a disposizione, a due passi dal Palazzo, un bellissimo appartamento in PIace de la Visitation, appartenuto alla principessa Stéphanie, e lì Charlene vive ancora oggi assieme con il fratello Gareth, arrivato qualche mese fa a Monaco.
Ma non ci vivrà ancora a lungo. Fra meno di un anno, dopo un matrimonio che si annuncia tra i più fastosi, la futura principessa di Monaco andrà a vivere in un palazzo con un centinaio di stanze, in un mondo che non avrebbe mai potuto nemmeno sognare quando da ragazzina viveva nel quartiere di Plantations e si allenava tutti i giorni nella piscina di Pinetown.
La sua prima intervista italiana dopo l’annuncio del fidanzamento ufficiale arriva , come subito ci dice, «in un momento di immensa gioia e grande emozione». Intorno a lei, un recinto tanto invisibile quanto invalicabile: lo staff di comunicazione del Principato è particolarmente protettivo nei confronti della futura consorte di un sovrano molto amato.
Anche perché tutti concordano nel desscriverla come una persona che ha saputo conquistare, con la sua semplicità, il cuore del principe ma anche quello del suo entourage.
Il sogno di tutte le bambine per lei è diventato realtà. Ha incontrato il suo principe azzurro, e lo sposerà. Come vede il suo futuro?
«Non penso che la mia personalità cambierà. Nel corso degli anni mi sono costruita convinzioni salde. Valori essenziali, come il rispetto per gli altri e la solidarietà verso il prossimo, che per me, ne sono certa, non passeranno mai di moda».
Non la spaventa un po’  l’idea di doversi integrare in un meccanismo complesso come è la vita a Palazzo, scandita da cene ed eventi ufficiali che seguono gli schemi di un rigido protocollo?
«Avevo molte cose da imparare e ce ne sono altre con cui dovrò familiarizzare. So che mi aspettano nuove responsabilità e voglio essere capace di svolgerle al meglio delle mie possibilità. Ma la cosa più importante per me, oggi, è costruirmi una famiglia, e lavorare per le cose importanti. A partire dalle attività umanitarie, alle quali voglio dedicare tutto il
tempo che posso».

Districarsi nella vita dei Palais Princier non sarà una passeggiata per Charlene, che è riuscita a vivere più di quattro anni in maniera quasi normale: praticando lo sport che tanto ama, andando al centro commerciale a fare spese come tutti gli altri, portando nella vita dei principe Alberto una ventata di semplicità che è stata forse il più importante fra i suoi punti di forza. Due passioni la uniscono all’uomo che ha scelto di sposare.
«ln primo luogo lo sport, che ci ha fatti incontrare. E poi l’ interesse per gli altri. Ci piace aiutare il prossimo, condividiamo il desiderio di capire il mondo e di aiutare chi ne ha bisogno. Anche se, certo, ci sono cose su cui invece non andiamo affatto d’accordo». Inutile domandarle quali: ci abbiamo pravato, ma Charlene preferisce «tenersi qualche segreto».
Si sfonda una porta aperta, invece, se le si chiede di pa rlare dei suo Paese, e soprattutto del padre del Sudafrica di oggi, Nelson Mandela. «Avevo solo 17 anni, ma ricordo come fosse ieri quando nel ‘95, durante il Mondiale di rugby, l’ho visto camminare sul campo da gioco con la maglia degli Springboks, il simbolo dell ‘unità dei nostra Paese. Nello stesso anno lanciò la Children Foundation.
«È un uomo che ammiro enormemente per il suo coraggio, per come ha saputo cambiare il corso della storia. Le sue sofferenze hanno fatto di lui una persona veramente straordinaria».

La determinazione forgiata in tanti anni di agonismo, l’umanità di chi non dimentica da dove viene: caratteristiche che promettono di fare di Charlene una sovrana speciale. Lei, certo, ce la vuole mettere tutta: «Monaco è nel mio cuore. Farà il possibile per rispondere alle aspettative della sua gente».

Fonte: Vanity Fair del 28/07/2010 n° 29
DI CARLA BARDELLI
Tempo di letture previsto: 8 minuti

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